Mental disorder

P1140021E’ la memoria il tema dei mental disorder con cui Massimo Rizzieri Paganini si presenta a questo secondo appuntamento pubblico. Conforto nel dolore, nell’apparente quiete di una vita normale anche la memoria può invece diventare disagio… ben lo si evinceva dalle grasse tele protagoniste dei primi lavori, dove l’immagine di una donna “da macello” era forse ricordo dei primi turbamenti pornografici adolescenziali. Qui Rizzieri diviene ancora più intimo: non ha piu bisogno del filtro di corpi altrui per mettersi a nudo e raccontare… Ci racconta in un percorso espositivo ricchissimo che va dai piccoli 30×40 in una serie ossessiva come suo solito alla summa del 120×400 di “l’d have been with J.K. on the road” della speranza del suo sogno che è anagraficamente quello della beat generation e di una memoria, la sua, che magicamente coincide con quella che fu speranza di chi oggi può vivere solo nella nel ricordo e nei luoghi: il padre giovane, le sue lettere all’amata, case e campagne piene di luce. E il sogno beat dell’autore è pieno della stessa luce, in grado di trasfigurare ogni sterrato nella Ruote 66, le colline in un canyon, ogni due ruote di una Harley…Così si mischiano Jack Kerouac, Borroughs, Lindsay Kemp in un pot pourri che ha sapore del rimpianto delle vite parallele. Cosa è rimasto di quelle strade? Forse solo il cammino, uguale per ogni generazione sembra suggerire Rizzieri. Qui è là in alcuni lavori più scoperti i simboli del dolore ( I have a monkey on my back ) il nero che non sempre è male, forse una semplice presa di coscienza. Il tutto è reso più leggero ed onirico da una nuova chiave pop, dall’utilizzo dell’emulsione su tela, dove liquidità dal vago sapore fluo si alterano all’olio e colori della terra simbolo delle radici che nessuno può spezzare. Nell’accettazione l’equilibrio. Mental disorders.
29 Settembre / 26 Ottobre 2013 ore 17.00 MAC – Cerreto d’Asti Italy

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